Diversamente uguali
“Diversamente uguali” è un progetto rivolto agli adolescenti e indaga l’influenza degli stereotipi maschili e femminili sul processo di formazione dell’identità personale. 
Obiettivo specifico è il superamento degli stereotipi di genere attraverso un percorso di auto-valutazione delle proprie capacità, di conoscenza di sé e dei propri condizionamenti.
Il Portale WEB è stato realizzato con l’obiettivo di mettere a disposizione delle Scuole Superiori i materiali e gli strumenti  costruiti attraverso il percorso educativo, per la costruzione di un percorso analogo, anche in autonomia. 

Approfondimenti

Il progetto ha preso vita grazie all’ Assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di Brescia.
Il Progetto Diversamente Uguali, volto a ridurre la violenza di genere sul territorio bresciano, sul quale risultavano significativamente in aumento gli episodi di violenza di genere anche tra i giovani, si basa sui principi della  Ricerca Azione. Secondo i principi della Ricerca Azione (R-A), è necessario che diventino “attori principali” del percorso di ricerca i cosiddetti stakeholders(“coloro che hanno una posta in gioco”): insegnanti, educatori, tutor, ma anche genitori, ragazzi etc, i quali di fronte e problemi ed incertezze educative delineano e sperimentano linee di intervento e soluzioni adeguate a quel preciso contesto.
L’obiettivo della R-A è trasformare la realtà (e non  limitarsi a raccogliere dati su di essa) e la trasformazione, in particolar modo in ambito educativo, passa tramite l’acquisizione di consapevolezza (sia del problema, sia delle possibili soluzioni) da parte degli operatori (insegnanti, tutor, genitori, comunicatori sociali etc, ma, non in ultimo, i ragazzi e le ragazze stessi/e).
Il Progetto Diversamente Uguali, con una struttura progettuale e metodologica costruita ad hoc**, mira quindi a far acquisire la consapevolezza che il problema della violenza di genere è un problema in prima istanza di ordine educativo; per tale motivo deve essere preso in carico da tutte le agenzie predisposte all’educazione, formazione e socializzazione dei giovani, per far sì che vengano educati ad una reale parità di genere.
Chi educa? La famiglia, certamente ma non solo. Scuola, aggregazioni giovani e/o sportive, gruppo dei pari e mass media hanno un ruolo determinante nell’educazione, soprattutto dei giovani adolescenti.
Per tale motivo il progetto si pone l’ambizioso obiettivo di far divenire “stakeholders” i diversi attori delle differenti agenzie educative e di socializzazione, al fine di generare “un’onda lunga” di Educazione alla parità di genere, che non sia circoscritta solo all’ambito scolastico o, ancor peggio, alle ore “scolastiche” dedicate ad uno specifico progetto.
Sulla base degli obiettivi sopradelineati, il progetto è stato suddiviso in due fasi e sette moduli di intervento.
Le due fasi hanno target differenti.
Durante la prima fase (moduli A,B,C,D), i destinatari diretti dell’intervento sono stati i docenti-Tutor del CFP Zanardelli, mentre i destinatari indiretti sono stati gli studenti. Durante la seconda fase (Moduli E,F,G) i destinatari diretti sono stati gli studenti, mentre i destinatari indiretti sono stati il gruppo dei pari dei ragazzi, le loro famiglie e le agenzie di comunicazione coinvolte nei momenti di diffusione.
Si presentano di seguito gli obiettivi principali dei sette moduli di intervento.
Fase 1 (destinatari: I Tutor dei CFP)
MODULO FORMATIVO A: conoscere il concetto di stereotipo, di stereotipo di genere, di identità di genere e dei legami tra questi concetti.
MODULO FORMATIVO B: saper individuare eventuali stereotipi di genere presenti nei diversi messaggi mediali fruiti dagli adolescenti.
MODULO FORMATIVO C: saper costruire uno strumento di rilevazione per individuare i ruoli di genere negli adolescenti.
MODULO FORMATIVO D: saper condurre un colloquio in modalità rogersiana al fine di analizzare, con un approccio maggiormente interpretativo, i “nuovi” ruoli di genere degli adolescenti.
Fase 2 (Destinatari: Gli adolescenti)
MODULO FORMATIVO E: riflettere su se stessi, al fine saper individuare  un’eventuale rappresentazione di genere stereotipa.
MODULO FORMATIVO F: riconoscere in alcuni messaggi mediali rappresentazioni dei ruoli di genere stereotipate.
MODULO FORMATIVO G: saper produrre un messaggio mediale sul proprio ruolo o identità di genere (lavoro individuale o in piccoli gruppi, a scelta dei ragazzi).
Il progetto, condotto nel primo anno sul centro formativo CFP di Brescia, si trova ora alla sua seconda edizione nei comuni Darfo e Boario Terme (BS).
Il Progetto Pilota è stato realizzato nell’ambito dell’iniziativa regionale “Progettare le parità in lombardia 2012” –1° classificato fra i progetti ammessi.
Contemporaneamente, sono diventati Partner del Progetto: AIB Femminile Plurale il Comitato delle donne imprenditrici e manager bresciane  di aziende associate all’Associazione Industrie Bresciane,Il Centro Formativo “G.Zanardelli” di Brescia, il Dipartimento di Giurisprudenza della Università  degli Studi di Brescia,  il Soroptimist Club di Iseo,l’Associazione Genitori della Vallecamonica.




**: la struttura progettuale e metodologica è stata messa a punto da Daniela Robasto, Docente di Metodologia della Ricerca Educativa e Pedagogia Sperimentale, presso l’Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione (daniela.robasto@unito.it)
Si considerano quattro diverse categorie di risultati.
Risultati in termini di gradimento: il progetto ha raggiunto ottimi risultati nei termini di gradimento da parte dei differenti destinatari. I docenti Tutor hanno partecipato attivamente a tutte le fasi previste dal progetto ed attualmente, anche se non più coinvolti direttamente, si interessano al proseguio progettuale. I ragazzi hanno dimostrato coinvolgimento ed interesse in tutte i moduli che li hanno coinvolti.
Risultati in termini di apprendimento: i Tutor e gli adolescenti si sono avvicinati ai concetti di genere, differenze di genere, ruoli ed identità di genere, riflettendo sulle implicazioni che questi concetti hanno nella loro quotidianità, nelle loro scelte di vita, sia professionali che private.
Risultati in termini di diffusione e sensibilizzazione del territorio: su tale versante il progetto ha avuto un effetto dirompente e non previsto. Gli enti locali, le Istituzioni, la direzione dei CFP Zanardelli nonché diverse associazioni che si occupano di Pari Opportunità stanno diffondendo il Progetto sul territorio, in primis lombardo, ed ora nazionale, ampliandone il campione di indagine e gli stakeholders coinvolti.
Risultati in termini di ricerca scientifica: il progetto è stato documentato in tutte le sue fasi. I risultati maggiormente significativi, sono riconducibili alle risposte, date dai circa 600 ragazzi, al questionario semistrutturato. Alcune dicotomie stereotipiche individuate in letteratura come “ruoli di genere” cristallizzati, sembrano oggi superati (è il caso ad esempio della strumentalità maschile, della grazia femminile, della communion femminile etc). Altre dimensioni dicotomiche ”classiche” invece permangono (è qui il caso dell’ etica della responsabilità femminile, dell’etica del diritto maschile, del dominio sul mondo esterno maschile, dell’agency professionale maschile etc.)
I questionari che sono in raccolta nel primo trimestre 2014, non sono ancora presenti nella matrice dati attuale.


Per ulteriori informazioni più teoriche sugli stereotipi e l'identità di genere, come sulle tecniche e gli strumenti di rilevazioni dei dati, scarica il documento in allegato.
Per la bibliografia specifica, scarica il documento in allegato.